Sempre l’otto marzo

poche idee ma confuse

Luglio 1, 2008 · 2 Commenti

Le ragazze che avevano studiato negli sfigatissimi – ma unici due – colleges femminili dell’inghilterra vittoriana non erano autorizzate a premettere il classico e dovuto “dott.” al loro nome, benchè se lo fossero guadagnato al pari dei loro colleghi maschi.
Com’è ovvio, perciò, al momento di candidarsi per un lavoro i candidati maschi – tutti dott. – erano favoriti. Le donne chiesero quindi all’Università, di cui erano comunque parte, di aver diritto a questa semplice e logica parità: ma la richiesta incontrò ” la più decisa opposizione. (…) Il giorno della votazione si presentarono in massa anche i consiglieri che che non erano direttamente legati all’Università e la proposta venne respinta con la schiacciante maggioranza di 1707 voti contro 661.” Il resoconto è del rettore del Trinity College, che aggiunge:”… Il comportamento degli studenti quando il risultato della votazione venne reso pubblico dal Senato Accademicofu deplorevole e vergognoso oltre ogni dire. Una folta squadra si diresse a Newham dove danneggiò i cancelli di bronzo installati in memoria di Miss Clough, la prima direttrice di quel college.”

Il libro in cui viene raccontato questo incruento pogrom è “Le tre ghinee” di Virginia Woolf e non sfugge – non solo all’autrice, ma neppure al rettore dell’epoca – il legame tra l’avvallare un’ingiustizia con il sancirne la “normalità” e la violenza che posizioni di questo tipo possono scatenare.

Il “gruppo semprelottomarzo” si è reso protagonista nei giorni scorsi di un volantinaggio contro le posizioni di fatto xenofobe espresse dal PD in un suo volantino che pubblicizzava un incontro con Pinotti e Minniti sul tema della sicurezza: gli esempi citati in fatto di criminalità recitavano “uno straniero irregolare violenta una studentessa” e “due zingarelle rapiscono un bambino”. I particolari potete trovarli qui e qui e anche qui.

Il nostro controvolantino era moderato nei toni, chè l’obiettivo era far risaltare una contraddizione e una degenerazione del pensiero e non già quello di schierarsi in modo sterilmente oppositivo: e così è stato accolto, specialmente dai compagni di più radicata formazione pci. Che in qualche caso ci hanno detto subito di aver piantato casino senza aspettare noi, o che si vergognavano parecchio.

Purtroppo, pare che poi non sia seguito nessun dibattito, anche se è da sperare che in futuro un po’ più di attenzione ai termini e ai contenuti magari, chissà, potrebbero anche mettercela. Se non altro per non vedersi spuntare un gruppo, numericamente numeroso quanto i presenti alla loro iniziativa, che li cassa pubblicamente.

La notizia, comunque, pare sia uscita su Repubblica locale e, fors’anche sull’edizione nazionale: a completarla c’era il gossip su Pinotti e Minniti in visita ai quartieri sfigati – Begato, nello specifico – che rimangono chiusi per mezz’ora in un ascensore.

Ma, poca o tanta risonanza abbia avuto la nostra iniziativa, è servita senza dubbio a far stare un po’ meglio noi, e forse anche qualcuno fra quelli che il nostro controvolantino lo hanno ricevuto: chè, come si diceva un tempo “ogni lotta aiuta un’altra lotta”. Discriminazione e xenofobia sono due gradini della stessa cosa e, benchè la nostra reazione al volantino del PD sia stata inizialmente soprattutto “emotiva”, credo che sarebbe anche interessante approfondire gli – ovvi, ma non a tutti così evidenti – legami tra lotte delle donne e posizioni antifasciste e antirazziste.

Se ne avete voglia, proprio con “Le tre ghinee” Virginia Woolf tentò di sviluppare questa tematica: non è un saggio azzeccatissimo in ogni suo punto, ma la sua lettura può essere un ottimo sviluppo di un’azione partecipata qual è stata la distribuzione del controvolantino.

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